lunes, 18 de noviembre de 2013

UN ABRAZO POR UNA INFANCIA SIN VIOLENCIA

Verdaderamente fue para mi un privilegio el haber participado de esta notable campaña cívica denominada "UN ABRAZO POR UNA INFANCIA SIN VIOLENCIA" realizada en el mes de agosto de este año, la cual se viene desarrollando en casi todo el territorio nacional, y cuenta con una gran acogida. 

Pienso que es importante y necesario ir desterrando el trato violento no solo hacia los niños y adolescentes sino hacia todas las personas en general, como bien dicen: "LA VIOLENCIA GENERA MAS VIOLENCIA",  hay modos, formas y maneras de que los seres humanos podemos solucionar nuestros problemas tanto al interior de nuestras familias como en el lugar donde nos encontremos, ya sea en el centro de trabajo, en el centro de estudios, en la calle misma, etc.

Agradecemos a todas las personas y artistas que siguen apoyando esta loable campaña, "NO A LA VIOLENCIA, NO AL TRATO HUMILLANTE, NO AL MALTRATO FÍSICO", antes se decía "letra con sangre entra", pero hoy en día podemos decir "LETRA CON TERNURA ENTRA", y de esta manera todo es posible, se pueden lograr muchas cosas, e ir creando una nueva generación menos agresiva, menos violenta, porque la violencia destruye. Muchas personas apoyaron con sus firmas, respaldando esta importante iniciativa cívica en favor de nuestra infancia.

Pienso que debemos enfocarnos al futuro, proteger y educar a las nuevas generaciones, esto también depende  de nuestras autoridades, de quienes nos gobiernan, que se establezcan normas del buen trato, de inculcar valores al interior de las aulas, SI al respeto, SI la educación y las buenas costumbres, que estos planteamientos se puedan convertir en un ideal, tal vez lo vemos lejano e imposible, pero no difícil. 

Verdaderamente y mucho lo he escuchado mencionar, que el ejemplo debe empezar por nuestras autoridades por quienes nos gobiernan, es lamentable que tengamos ya tres gobernantes que son cuestionados por su gestión presidencial, seguido de eso Congresistas que aprovechan de sus cargos para poder hacer de las suyas, entre otras autoridades y personalidades que ocupan cargos de confianza en el poder estatal, despreocupándose de la labor por la cual fueron elegidos y comprometiéndose públicamente por el cargo que asumieron.

Sabemos que hay mucho por hacer y es tiempo que empiecen a actuar y trabajar por un Perú mejor.

Estimados amigos y compatriotas debemos seguir apostando por esta importante campaña que ya empezó y que no debemos dejar que se detenga, creemos que  "UN ABRAZO POR UNA INFANCIA SIN VIOLENCIA", es un compromiso de todos los peruanos.

UN FUERTE ABRAZO PARA TODOS Y CADA UNOS DE USTEDES.



miércoles, 4 de enero de 2012

El ultimo viaje del emigrante Molina

Hola chicos aqui otra vez yo nuevamente para compartir una sorpresa, de la cual hoy yo he quedado muy sorprendido, les cuento:

Era el año 2006 cuando via internet intentaba por todos los medios contactar a algunas personas residentes en la Comunidad de Valencia Espana a fin de dar con el paradero de la familia Molina Barrachina en Villafames de la Comunidad de Valencia Espana, donde es nacido nuestro Bisabuelo Francisco Molina Barrachina, pero lamentablemente no tuve exito alguno.

No recuerdo como fué pero llegué a contactarme con un diario virtual (o sea un periodico que solo se publica via internet de nombre Levante-emv.com), entonces en una ocasion me llamo telefonicamente a mi casa el periodista espanol Jose Antequera, entonces yo le conte algunos datos del Bisabuelo, etc., el tomo mucha atencion, y por lo que noté su deseo era realizar una publicacion al respecto y asi lo hizo.

Luego le envié unos mails para que me dijera como podia yo ubicar tal nota periodistica, me explico, me dio algunos datos pero la verdad nunca pude dar con el paradero de la bendita nota de prensa, fue pasando el tiempo y la verdad que me olvide del asunto.

Hoy estuve viendo en el buscador Google y coloque: Wilder Bermudez Molina, para saber ciertas publicaciones que se han efectuando en mi nombre, entonces encontre este titular y le di click a fin de conocer de que se trataba y que relacion tiene conmigo: El ultimo viaje del emigrante Molina, y sin querer queriendo di con la bendita nota de prensa, llegando a encontrarla despues de casi seis anos, esto y sin pensarlo, entonces deseo compartir con ustedes este hallazgo, de todos modos les envio una copia en Word, pero si desean van al buscador Google y colocan el titulo ya mencionado, ok.

Saludos y sera hasta cualquier momento.

Wilder
Descargar El ultimo viaje del emigrante Molina

sábado, 17 de diciembre de 2011

Presentazione































L’essere umano da bambino vive una tappa molto speciale della sua vita perché richiede tanto amore, comprensione, calore familiare e grande attenzione dai genitori: tutte cose che contribuiscono al suo sviluppo. I bambini non hanno chiesto di venire al mondo, non hanno scelto i loro genitori. Ho saputo, infatti, di alcuni casi di bambini di strada che si sono sentiti colpevole di esistere.

Il problema, però siamo noi, gli adulti, in modo particolare quelli che non sanno assumersi una responsabilità condivisa. Per tutto il tempo in cui ho lavorato come educatore in diverse Casa Famiglia – col sistema di porte aperte per dare alloggio a bambini e adolescenti di strada - ho sentito grande necessità di aiutarli nella loro difficile condizione e nelle precarie circostanze in cui vivono, cosicché possano accettare volontariamente un cambio di vita.

Inoltre mi sono trovato di fronte alla triste realtà che le famiglie da cui provengono alcuni da questi bambini sono costituite solo dalle madri, le uniche responsabili dal punto di vista affettivo ed economico. Sono loro, infatti, che si assume l’incarico famigliare, trasformandosi in padre e madre insieme.

Il nostro compito, come educatori di strada, è dimostrare a questi bambini, soprattutto con le nostri azioni, che non tutti gli adulti sono uguali. E’ inoltre nostro dovere aiutarli a capire che hanno una famiglia a cui appartengono e che, nonostante tutto, deve amare, rispettare i loro genitori cosi come sono, cosa che non è facile da assimilare ma non impossibile.

Ritengo importante segnalare anche che, nel lavoro di rieducazione, partecipano specialisti e professionisti qualificati come: psicologi, assistenti sociali, pedagoghi, medici, avvocati, che a loro volta possono contare sull’appoggio di personale volontario che contribuisce al conseguimento di cambiamenti importanti e sostanziali nella vita dei bambini.

Sono stato educatore di strada, seguendo questa popolazione infantile, per più di dieci anni della mia vita, sacrificando la mia professione come comunicatore sociale, la mia famiglia anche la mia vita personale.

Durante questo periodo ho compreso che i ragazzi avevano deciso di percorrere della strada la loro casa, il loro nido famigliare, abbandonando i loro genitori, soprattutto per problemi di violenza domestica, abusi e maltrattamento fisico e verbale.

Provate a pensare anche solo per alcuni istanti quello che questi bambini hanno vissuto in età tenerissima. Per loro esiste soltanto l’immagine dell’adulto che abusa, che maltratta, che può essere anche un genitore, un patrigno, una matrigna o qualsiasi altra persona vicina e di fiducia.

Allora caro lettore, immagina quanti storie di vita ho potuto conoscere in tutto questo tempo; ho pianto, ho riso e qualche volta mi sono arrabbiato con i miei ragazzi, però alla fine siamo diventati buoni amici. Talvolta qualcuno mi ha chiamato addirittura “papà” e non posso negare che perfino oggi, quando ricordo, mi sento un nodo in gola.

Si dice comunemente: “I bambini crescono”. E’ una grande verità; un giorno questi ragazzi diventeranno uomini e donne con diritti, doveri e responsabilità da compiere e formeranno la proprie famiglie. Allora se offriremo loro amore unito a buoni valori, apprenderà atteggiamenti e comportamenti positivi che li aiuteranno per tutta la vita, perché “il bambino di oggi sarà l’uomo di domani” e questo concetto noi molti volte lo dimentichiamo.

In una dell’istituzione dove ho lavorato, un poster diceva: “Il bambino impara tutto quello che riceve dal mondo degli adulti, da noi dipende farlo vivere come un bambino o farlo crescere senza saper quello che è stato”.

A noi, come società civile, non resta che dare loro una spalla in appoggio e proiettarci verso un futuro migliore cosicché essi riescano a vivere il periodo dell’infanzia in modo adeguato.

Vorrei precisare che il presente libro non è frutto di una creazione immaginaria dell’autore; qui si riportano testimonianze di vita reale condivisa con questi bambini, oltre che mettere in luce i “VALORI UMANI”, che considero di grande importanza.

Infatti, gli eventi che riporto sono tratti dalla mia esperienza mia di lavoro con quattro istituzioni che si occupano di bambini e adolescenti di strada e una breve esperienza con bimbi lavoratori (NAT’s), del Movimento Nazionale dei Ragazzi Lavoratori Organizzati del Perù (MNNATSOP).

Vorrei inoltre precisare che con questa mia opera non solo tratto di ciò che ho fatto o di come l’ho fatto. Non pretendo soltanto di condividere con voi la metodologia che ho applicato a suo tempo, ma anche cerco di presentare la dura realtà in cui mi sono imbattuto: essere umani emarginati, maltrattati, umiliati, con un futuro incerto, senza un destino chiaro, con una vita insensata, violenti, aggressivi, e con una bassa autostima. Una situazione così difficile vissuta in un’età tanto tenera che mi pareva impossibile: non potevo crederci, ma nonostante tutto ho scommesso su di loro.

Quando ripenso alla mia infanzia serena, ringrazio Dio per tutto ciò che mi ha dato e per l’amore dei miei amati genitori e fratelli. Provo molta tristezza per quello che questi ragazzi non hanno potuto avere, però almeno ho la soddisfazione personale di avere tentato di fare qualcosa per loro, di aver scommesso su di loro, tentando di migliorare la qualità della loro vita e di portare un po’ di allegria almeno per qualche istante. Ho scoperto inoltre che tutti loro, senza distinzione, sono importanti perché creature di Dio come noi e che, nonostante tutto, in fondo al loro cuore maltrattato, resta sempre un poco di amore.

Qualche volta per comprendere i bambini dobbiamo trasformarci noi stessi in bambini. Nel Vangelo di Matteo 18:3,Gesù dice chiaramente: “In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete in alcun modo nel regno dei cieli”. Questo concetto d’innocenza infantile è rinforzato da S. Paolo nella Lettera ai Corinzi 14:20, in cui, riferendosi alla malizia, invita ad essere puri di pensiero e di azioni. Pertanto, in certe occasioni, lasciavo venire a galla e manifestavo il bambino che vive dentro di me: è per questo che sono riuscito ad arrivare a loro con la stessa fiducia con cui loro si sono avvicinate a me.

Perciò, cari lettori, dopo averci pensato a lungo ho deciso di scrivere la mia esperienza di vita ed è mio desiderio potere condividere con voi questa splendida avventura che porterò per sempre nella mente e nel profondo del mio cuore. Non so se ho fatto molto o poco per loro, però almeno ho provato a cambiare in qualche modo le loro vite bistrattate.

Wilder Bermudez

jueves, 25 de agosto de 2011

Presentación del Libro "Los Delfines y Yo"































El ser humano en la edad de niño vive una etapa muy especial porque necesita mucho amor, comprencion, cuidado, atencion de sus padres, un calor familiar, entre otras cosas mas que contribuyen en su desarrollo, ellos no pidieron venir al mundo, no escogieron a sus padres, he sabido de casos de algunos chicos en situacion de calle por ejemplo, que se han sentido culpables de su existencia.
Pero el problema somos nosotros los adultos, mas aun aquellos que no saben asumir una “responsablidad compartida”, en todo este tiempo que he venido trabajando como Educador de Calle en diversas instituciones que tienen a su cargo Casas-Hogar en sistema de puertas abiertas para albergar a niños, niñas y adolescentes, he sentido la gran necesidad de ayudarlos por la misma situacion de calle en la que ellos viven y en las precarias circunstancias, de tal manera que puedan aceptar voluntariamente un cambio de vida, por otro lado me he dado con la triste realidad que en los hogares de algunos de estos chicos son sus madres las que se quedan como responsables, siendo ellas todo el soporte economico, asumiendo la carga familiar, convirtiendose en padre y madre a la vez.
Nuestro trabajo como educadores de calle, es demostrarles a estos niños con nuestras acciones, que no todos los adultos somos iguales, ademas es nuestro deber ayudarles a entender que tienen una familia y pertenecen a ella, también deben querer y respetar a sus padres tal cuales son, cosa que no es nada facil puedan asimilar esta idea, pero no imposible. Cabe señalar también que en la labor de reeducar a esta poblacion participan especialistas y profesionales entre psicologos, asistentas sociales, pedagogos, médicos, abogados, ademas de contar con el apoyo de personal voluntario, quienes contribuyen en lograr cambios importantes y substanciales en sus vidas
He sido educador de calle atendiendo a esta poblacion infantil por mas de diez años de mi vida, dejando de lado mi profesion como comunicador social, mi familia y mi vida personal, en este tiempo he comprendido que ellos decidieron hacer de la calle su “hogar”, abandonando a sus genitores por problemas de violencia doméstica, abusos, maltratos, agresion fisica y verbal, entre otros factores, piense usted por unos instantes lo que estos chicos han podido vivir a temprana edad, para ellos solo existe la imagen de un adulto abusador, maltratador, bien puede ser un papà, una mamà, un padrastro, una madrastra, o alguna otra persona cercana y de confianza.
Entonces querido lector, imagine cuantos casos de vida he podido conocer durante todo este tiempo, he llorado, reido y algunas veces me han hecho renegar, pero en el fondo hemos terminado siendo buenos amigos, han habido algunos que me llamaban “papà”, no lo puedo negar hasta hoy cuando lo escucho decir se me hace un nudo en la garganta.
Como alguien me dijo alguna vez: “los chicos crecen”, es una gran verdad, algun dia llegaran a ser hombres y mujeres con derechos, deberes y responsabilidades que cumplir, formaran sus propias familias, entonces si les brindamos amor acompañado con buenos valores, aprenderan actitudes y comportamientos positivos que les ayudara para toda la vida, porque “el niño de hoy sera el hombre de mañana”, y este concepto muchas veces lo tenemos por olvidado.
En una de las instituciones donde trabaje, encontre una frase que dice asi: “El niño aprende todo lo que del muno del adulto recibe, de nosotros depende hacerlo vivir como niño, o crezca sin saber lo que fue”, nos queda entonces a nosotros como sociedad civil poner el hombro, hagamos que ellos puedan descubrir y alcanzar un futuro mejor, ademas logren vivir su etapa de niñez adecuadamente.
Cabe señalar que el libro "LOS DELFINES Y YO", no es parte de una creacion literaria imaginaria del autor, aqui se plasman testimonios y vivencias reales compartidas con estos chicos, ademas de resaltar el “VALOR HUMANO”, el cual lo considero de mucha importancia, la mayor parte de este tiempo he laborado en cuatro instituciones que atiende a niños, niñas y adolescentes en situacion de calle y una corta experiencia con niños y adolescentes trabajadores (NAT’s) , pertenecientes al Movimiento Nacional de Niños, Niñas y Adolescentes Trabajadores Organizados del Perù (MANNATSOP).
Quiero destacar ademas que esta obra no solo trata de lo que yo hice con ellos, como lo hice o tan solo pretender compartir con usted la metodologia que yo aplique en su tiempo; sino solamente intento mostrar simple y sencillamente lo que encontré, seres humanos marginados, vidas maltratadas, humilladas, con un futuro insierto, sin un destino claro o en todo caso sin darle sentido alguno a sus vidas, violentos, agresivos, con una baja autoestima, todo esto a tan temprana edad, era una dificil situacion la cual yo no podia creer, me costo mucho entender, pero a pesar de todo aposte por ellos.
Es por esa razon que le doy gracias a Dios por todo lo que me dieron mis amados padres y mis hermanos, siento mucha tristeza de lo que ellos no pudieron alcanzar, pero al menos siento la satisfaccion personal de haber intentado hacer algo por ellos, haber apostado por ellos, intentado haberles brindado una mejor calidad de vida y llevarles un poco de alegria por unos instantes. Descubri ademas, que todos ellos sin distincion son tan importantes como nosotros y que muy en el fondo de sus maltratados y maltrechos corazones queda un poco de amor.
Algunas veces para entender a los niños, debemos convertirnos por unos instantes como niños, en la Biblia, en el libro de Mateo 18:3 dice claramente: “...y dijo: De cierto os digo, que si no os volveis y os haceis como los niños, de ningun modo entrareis en el reino de los cielos,” ( refiriendose a la malicia, ser sanos de pensamiento y de actuar, I Corintios 14:20) en ciertas ocaciones dejaba salir, exteriorizaba a ese niño que vive dentro de mi, es por esta razon que supe llegar a ellos, y con esa confianza ellos se acercaban a mi.
Luego de pensarlo varias veces, decidi escribir mis vivencias plasmadas en el libro "LOS DELFINES Y YO" con la finalidad de poderlas compartir con Usted, por esta razon querido lector es mi deseo poder compartir contigo esta rica experiencia de vida la cual la llevaré por siempre en mi mente y en lo mas profundo de mi corazon, nose si hice mucho o poco por ellos, pero al menos intente cambiar de alguna manera sus maltratadas vidas.
Wilder Bermudez